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Addì 14 Piovoso dell’ Anno CCXVI

JAP è un programma scritto in Java, multipiattaforma e open source sviluppato all’università di Regensburg in Gerrmania e serve per renderci anonimi durante la navigazione in rete.

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Jap, analogamente ad altri anonymizer, al posto di collegarci direttamente ad un webserver fa in modo che la connessione venga deviata tramite collegamenti crittografici a dei “mediatori” chiamati “miscele” e, visto che molti utenti usano gli stessi mediatori allo stesso tempo, il collegamento ad internet del singolo utente è nascosto fra i collegamenti di tutti gli altri, lo schema è sostanzialmente questo:

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Questa mini guida all’installazione di Jap nasce dalla considerazione che in giro nella rete non ne esistono altre in lingua italiana per sistemi operativi *buntu e quindi il mio obbiettivo Continua a leggere »

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Addì 6 Piovoso dell’ Anno CCXVI

Compiz Switch è una piccola utility che permette di attivare e disattivare Compiz con un solo semplice gesto, è adattabile a tutto il mondo *Buntu ed è di facilissima installazione.

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Scaricate il pacchetto .deb da qui, doppio clic sul pacchetto e Gdebi installerà il programma che troverete in Menù —> Accessori, per averlo poi a portata di mano basterà trascinare l’icona sul pannello del desktop.

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Addì 30 Nevoso dell’ Anno CCXVI

In perfetto stile newbie 2.0 vedremo oggi come sia possibile criptare le nostre mail in modo sicuro utilizzando software presente nei repository di Ubuntu. Su tutto ciò che significa la crittografia a chiave pubblica vi rimando alla traduzione italiana di Lorenzo Cappelletti del Manuale GNU sulla Privacy di Mike Hashley, vi consiglio di leggerlo anche se nella pratica userete solo una piccola parte delle procedure che lì sono descritte, l’importante è capire come funziona il meccanismo chiave pubblica abbinato alla chiave privata personale che in soldoni significa che in un sistema a chiave pubblica ogni utente ha una coppia di chiavi, una privata e una pubblica, la chiave privata dev’essere tenuta segreta e quella pubblica viene data alle persone con le quali l’utente vuole comunicare.

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Ci sono diversi programmi che forniscono un interfaccia grafica ma nel mondo *buntu si usano principalmente Seahorse per Gnome e Kgpg per Kde, per installarli da terminale Continua a leggere »

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Addì 16 Nevoso dell’ Anno CCXVI

Hacktivism è una parola composta dalle parole hacker e activism e indica le attività svolte in rete che si rifanno a pratiche dell’attivismo sociale proprie di tutti quei gruppi che tentano di migliorare il mondo “dal basso”, sia che provengano dall’interno di movimenti politici o sociali sia che provengano dall’ underground artistico o scientifico, per semplificare diciamo che possiamo chiamare un hacktivista la persona che possiede un background culturale che lo porta ad agire socialmente, politicamente o culturalmente all’interno di gruppi che hanno il fine di rendere l’accesso all’informazione e la tecnologia informatica alla portata di tutti, in poche parole, occuparsi di computer, usarlo in modo non convenzionale e con un fine sociale ben preciso.

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Le connotazioni politiche lasciamole stare, anche se gran parte dei gruppi hacktivisti hanno origini proprie di quella che una volta era “la sinistra”, di fatto la molteplicità delle figure sociali coinvolte pone questo movimento al di fuori degli schemi classici della politica, Continua a leggere »

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Addì 16 Nevoso dell’ Anno CCXVI

Come dichiarato dall’autore di questa utility è un programma che si rifà a Quicksilver per Macintosh e serve a lanciare applicazioni, i tool di sistema e scrivendo un indirizzo web lancia il vostro browser, è un programma che si integra bene in Gnome e che fa bene il suo lavoro, le riserve che si possono avere sull’uso di Gnome Do sono rivolte al fatto che per funzionare ha bisogno di Tomboy e Mono installati.

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Si può installare sia da repository sia da sorgente.

Installazione da repository:

aprite il vostro source list dando da terminale sudo gedit /etc/apt/sources.list Continua a leggere »

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Addì 13 Nevoso dell’ Anno CCXVI

La frase che campeggia sul sito di Anonet è questa: ” Coloro che sono disposti a cedere una parte della loro libertà per un po’ di sicurezza temporanea non meritano nè libertà nè sicurezza.” Benjamin Franklin, 1759 , ovvio che i contesti culturali e sociali sono molto diversi ma credo che rimanga inalterato nel tempo l’umano bisogno alla libertà d’espressione, sembra quasi un nonsense in quest’epoca dove le notizie non serve più cercarle ma ci vengono sparate addosso da una moltitudine di organi di informazione, ma anche da noi, nella nostra Italia, è accaduto e accade tutt’ora che le notizie che veramente disturbano chi gestisce il potere siano filtrate, censurate, fatte oggetto di campagne di disinformazione e chi le pubblica spesso viene diffamato, deriso o denunciato e molto spesso la corporazione dei giornalisti fa quadrato contro chi osa dare notizie che non siano delle veline, e non mi riferisco ai casi Biagi, Santoro e Luttazzi , casi gravi di per se ma subiti da personaggi che grazie alla loro popolarità hanno potuto perlomeno contare su una parte della società civile, ma a ciò che emblematicamente e successo a Clementina Forleo a Luigi de Magistris o a Pietro Ricca che per aver detto e pubblicato ciò che molti italiani intimamente pensavano sono stati fatti oggetto di derisione, denunciati e tacciati di qualunquismo dagli stessi organi di stampa.

Questa premessa per parlare dell’importanza sempre maggiore che hanno le cosi dette reti “darknet” nel mondo di oggi e se in Italia è comunque possibile reperire notizie appoggiandosi a reti di informazione alternative, pensate all’importanza che ha tuttora una struttura come Freenet freenet.png in un paese come la Cina dove da anni gli hacktivisti di freenet-china stanno distribuendo tramite cd il software tradotto per permettere lo scambio di notizie non ufficiali, e il fatto che della rete Freenet-China(http://freenet-china.org/) non si hanno notizie è un ulteriore punto a favore di questo rivoluzionario programma peer-to-peer che una volta attivato diventa completamente invisibile anche agli occhi di chi lo ha progettato.

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Il Partito pirata italiano e Anonet

Il Partito pirata italiano, analogamente agli altri partiti europei con i quali Continua a leggere »

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Addì 5 Nevoso dell’ Anno CCXVI


Chiamare Last.fm una “radio on line” è riduttivo, oltre che poter ascoltare le canzoni proposte di volta in volta dal sito è possibile personalizzare nei minimi dettagli il genere musicale preferito come mai è stato possibile fare in analoghi programmi di scrobbling , (vedi Pandora ) non solo, è possibile creare delle Playlist personali da ascoltare online generate, oltre che dal software stesso, anche dagli ascolti delle canzoni fatti con il proprio player preferito che, con degli appositi plugin disponibili per tutte le principali piattaforme, spedisce i tag delle canzoni al sito Last.fm dove l ’algoritmo Audioscrobbler genererà una stazione radio personale formata dai brani ascoltati, confronterà i nostri gusti musicali con quelli di tutti gli altri utenti ci proporrà i nostri “vicini” di ascolto e ci darà l’ opportunità di ascoltare le loro Playlist.

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Una volta iscritti al sito, dopo un periodo iniziale di due settimane, necessario al software per calcolare le inclinazioni musicali, dalla nostra dashboard avremo sottomano tutti i record e le statistiche personali Continua a leggere »